TOMASO MARCOLLA - ART GALLERY


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maggio 2009

 

Esce il libro dell’artista trentino che combatte a suon di fotomontaggi un mondo rosicchiato
di Nadine Solano

IL POMO DELLA DISCORDIA 

Il mondo è una mela rossa. Rossa come quella che fece precipitare Biancaneve in un sonno quasi mortifero, e fortuna che arrivò il principe, a schioccare quel bacio benedetto. Su entrambi i lati del pomo, segni di morsi. E i morsi sono soldati, che avanzano armati l’uno verso l’altro. Come va a finire è chiaro: la mela – cioè il mondo – rischia di scomparire se quei fucili non si fermano. L’immagine è frutto dell’estro di Tomaso Marcolla, il titolo è un gioco di parole che la dice lunga: Mela invado. Mela, me la. Con quest’opera, il quarantaquattrenne trentino ha trionfato nella sezione “grafica” dei “Best artist 2009”, evento ideato dal Muvac, Museo virtuale di arte contemporanea. Lui, che di mestiere fa proprio il grafico. Lui, cuore d’artista, che il 20 maggio esce con il suo primo libro: una summa di opere digitali realizzate assemblando fotografia e computer grafica. «Sono felice – spiega, con un candore sorprendente – di aver trovato un editore, Lupo, disposto a pubblicare il mio volume». Non è un chiacchierone, Tomaso. Non lo è mai stato. Anziché dar fiato ai polmoni, preferisce usare matita, pennelli, i programmi giusti davanti allo schermo del suo pc: «Non sono bravo a parlare, né a scrivere. Quindi mi esprimo con le immagini». E le immagini si mescolano alla satira, all’ironia, per trasmettere messaggi importanti. Raccontare quei fenomeni che intorbidiscono la realtà. Come la guerra, il lavoro minorile, i disastri ambientali. «Cerco di far riflettere anche disorientando: quando, per esempio, disegno un vasetto con dentro un cervello e sopra la scritta “in caso di necessità rompere il vetro”, il tentativo di stimolare riflessioni attraverso un canale diverso da quelli utilizzati comunemente».

Un provocatore di pensiero: così si definisce Marcolla. E ridacchia, soddisfatto della propria libertà: «Posso trasmettere ciò che voglio, perché non vivo d’arte. Vivo grazie a un altro lavoro, e questo mi permette di agire senza condizionamenti. Chi campa soltanto con le proprie opere, invece, spesso non ha la stessa indipendenza. Diciamo che deve indirizzare le idee in una direzione piuttosto che un’altra. Altrimenti, rischia di essere tagliato fuori».

Tomaso continuerà a mantenere sé stesso e la sua famiglia facendo il grafico. Ma continuerà pure a mettere in circolo il suo cuore d’artista: «Quando espongo le mie creazioni, quando qualcuno le compra, sono molto contento», dice. E poi tace. 

 

L’AUTORE

Miglior artista grafico per il Muvac

Originario di Vigo di Ton, piccolo centro in provincia di Trento, Tomaso Marcolla è nato il 25 ottobre 1964. Vive a Lavis con la famiglia e lavora come grafico alla Provincia di trento. È diplomato all’Istituto d’arte, il suo percorso creativo è partito dalle forme pittoriche più tradizionali per arrivare alla fotografia, all’acrilico, alle opere di computer grafica. Ha ottenuto una serie di riconoscimenti, fra cui il primo premio alla Biennale d’arte contemporanea di Anzio e Nettuno 2009, con l’opera Proiettile, e il primo premio nella sezione “grafica” dei “Best artist 2009” organizzati dal Muvac, con l’opera Mela invado.

 

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