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Graphic Days Torino

Il poster dal titolo “Spatola, impossibile lavorare”, sarà esposto al Graphic Days® Torino.

La mostra della nona edizione di Posterheroes, Humans at work si svolgerà presso Toolbox Coworking (Torino, Italia) durante il festival internazionale Graphic Days®, dall’1 all’11 ottobre.

La mostra del concorso, organizzata dall’Associazione PLUG in collaborazione con Favini, presenterà i manifesti selezionati dell’ultima edizione, affrontando gli scenari futuri di lavoro.

Il poster è stato selezionato tra i 40 vincitori del concorso “Posterheroes: Humans at work” – Un progetto di: PLUG / Favini – Con il patrocinio di: Regione Piemonte, Città Metropolitana di Torino, Camera di Commercio di Torino.

Informazioni su Graphic Days®

Graphic Days® Transitions è la quinta edizione del festival internazionale dedicato alla grafica e al visual design. Questa edizione speciale sarà caratterizzata da riflessioni di alto livello con esperti sui temi più attuali del sistema in cui viviamo. Il programma prevede talk, workshop e un percorso espositivo, denominato Singolar Plural, dedicato all’approfondimento della nuova interpretazione degli archetipi della cultura tradizionale italiana.

www.graphicdays.it/

info@toolboxcoworking.com

via Agostino da Montefeltro, 2, 10134, Torino
+39011 31 57111

Poster – “Spatola, impossibile lavorare”, 2020, foto e computer grafica, cm 70×100, poster selezionato tra i 40 vincitori del concorso “Posterheroes: Humans at work” – Un progetto di:
PLUG / Favini – Con il patrocinio di: Regione Piemonte, Città Metropolitana di Torino, Camera di Commercio di Torino.

“Solstice: Create Art For Earth”

 

A cura di Judy Chicago e Turner Carroll Gallery
Dal 20 giungo al 12 luglio 2020
Inaugurazione: Sabato 20 giugno, ore 15:00 – 18:30

Nell’aprile 2020, Judy Chicago con la collaborazione di Jane Fonda, Fire Drill Fridays, Greenpeace, National Museum of Women in the Arts, Swoon, Hans Ulrich Obrist e Serpentine Galleries, lancia una campagna denominata  #CreateArtForEarth, una chiamata creativa globale che incoraggia gli artisti ad affrontare il tema della crisi climatica.

Quaranta opere sono state selezionate tra oltre 3000 proposte inviate da tutto il mondo.

Tra queste sono state selezionate 2 opere di Tomaso Marcolla dal titolo “Water” e “Drought”.

Un’apertura pubblica della mostra avrà luogo il 20 giugno 2020 dalle 15:00 alle 18:30, in concomitanza con il solstizio d’estate, alla Turner Carroll Gallery situata a 725 Canyon Rd a Santa Fe, Nuovo Messico.
La mostra online sarà visibile anche sul sito web della Turner Carroll Gallery a partire dal 20 giugno.

Scarica il comunicato stampa PDF>>>

https://www.facebook.com/events/1123225424708554/

http://www.icontact-archive.com/

www.turnercarrollgallery.com

Le due opere selezionate che saranno esposte alla Turner Carroll Gallery

Drought

Water

Judy Chicago ha inaugurato la mostra: “Solstice: Create Art For Earth” 20 giugno 2020 – Turner Carroll Gallery – Santa Fe – Nuovo Messico

Turner Carroll Gallery – Santa Fe – Nuovo Messico

Turner Carroll Gallery – Santa Fe – Nuovo Messico

Turner Carroll Gallery – Santa Fe – Nuovo Messico

Turner Carroll Gallery – Santa Fe – Nuovo Messico

Turner Carroll Gallery – Santa Fe – Nuovo Messico

BIO 26 – Biennale del Design di Lubiana

 


BIO 26, la Biennale del Design di Lubiana, in Slovenia, è giunta alla sua ventiseiesima edizione.

L’argomento di quest’anno sarà la crisi dell’informazione, dal titolo Common Knowledge. Il festival è partito il 14 novembre 2019 e andrà avanti fino al 9 febbraio 2020.

Conoscenza condivisa è il titolo del programma di accompagnamento di BIO 26| Common Knowledge, che illustra i progetti, che sono stati scelti nella call aperta.
All’evento di venerdì 7 febbraio, dalle ore 10 alle 14, saranno ospitate le presentazioni dei progetti scelti dal curatore Thomas Geisler con la sua assistente Aline Lara Rezende.
Elenco dei progetti: https://bio.si/sl/program

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Tomaso Marcolla è stato selezionate dalla giuria per partecipare alla biennale e presenterà le sue opere digitali dal titolo:

Poster: viaggio per immagini attraverso l’attualità

Con l’avvento del digitale e l’innovazione tecnologica si è verificata una crescita esponenziale della quantità di informazioni reperibili, addirittura un eccesso di informazioni che ci rende confusi, disorientati, sfiduciati. Umberto Eco scriveva “troppa informazione, nessuna informazione”. Il 75% delle informazioni apprese viene dimenticato se non se ne fa immediatamente uso. La ricchezza di informazioni porta inevitabilmente alla riduzione dell’attenzione e della concentrazione.

La comunicazione per immagini, utilizzando un linguaggio emotivo, permette invece di raggiungere il massimo effetto nel più breve tempo possibile. Grazie al suo forte potere di richiamo, alla sua immediata ed univoca comprensibilità cattura l’attenzione di tutti, superando i limiti delle lingue e delle culture diverse.

Il cervello è 60.000 volte più veloce ad elaborare le immagini rispetto ad un testo scritto, e le immagini pubblicate sui profili social incontrano un livello di coinvolgimento più elevato rispetto ad altre tipologie di aggiornamenti.

Ernst Gombrich nel 1985 scriveva nel suo famoso libro L’immagine e l’occhio: “Siamo alle soglie di una nuova epoca storica in cui alla parola scritta succederà l’immagine.”

La raccolta che ho portato si intitola “Poster” ed è una selezione di opere premiate in vari concorsi internazionali.

Cos’è un poster? Il dizionario recita: “Foglio di carta, più o meno ampio, che si affigge sui muri delle strade, o su sostegni fissi appositamente collocati, per rendere noto a tutti ciò che vi è stampato”. Già al tempo di Caio Giulio Cesare nel 59 a.C. venivano utilizzati per comunicare al popolo gli atti del Senato.

Nell’era digitale sembra un controsenso dare questo nome a delle opere digitali ma nei vari concorsi ai quali ho partecipato le opere selezionate, oltre ad essere diffuse sui social, vengono stampate ed esposte. Trovo che questo dia più concretezza al mio lavoro e permetta a chi guarda di assimilarne il senso con più lentezza e forse anche in maniera più duratura.

Le mie opere nascono spesso da una contaminazione, un collage di tecniche artistiche tradizionali (disegno, acquerello, ecc.) con l’intervento digitale a computer.

I temi che affronto sono i valori che caratterizzano la mia vita quotidiana come la solidarietà, la nonviolenza, la difesa dell’ambiente ecc. che, collegandomi con l’attualità, cerco di rappresentare in un modo originale, che faccia incuriosire, pensare e riflettere.

Sono spesso visioni surreali, la mucca con la camicia di forza (mucca pazza), un incrocio tra una pecora ed un cavolfiore (OGM), una goccia di sangue che forma la bandiera del Giappone (a ricordo dei tragici fatti che hanno colpito il Giappone nel 2011).

Le prime vignette nascono negli anni ’90 ed erano realizzate con tecniche tradizionali, acquerello, penna, collage. Il mio primo poster premiato ad un concorso si intitolava “trattative di pace” e risale al 1999 ed è realizzato a penna su carta.

La tecnica si è in seguito evoluta con la diffusione del “digitale”. Cambia la tecnica di realizzazione ma l’ispirazione nasce sempre allo stesso modo: una notizia di attualità, un problema sociale, un fatto che mi colpisce particolarmente. In seguito cerco di rappresentare, di incuriosire, di far riflettere, in una maniera non violenta, anche su argomenti molte volte tragici.

L’effetto del digitale è immediato, compresa la possibilità di pubblicazione istantanea sul web ed al giorno d’oggi la velocità, l’immediatezza del messaggio è importante.

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“Poster: journey of images through the present”

With the coming of the digital and technological innovation, the amount of available information grew exponentially, even excessively, to the point to generate confusion, disorientation, distrust. Umberto Eco wrote: “Too much information, no information”. The 75% of acquired information gets forgotten unless they are immediately used. The richness of information brings inevitably to the reduction of attention and concentration.

The communication through images, using the emotional language, permits instead to reach the maximum effect in the shortest time possible. Thanks to its strong attractiveness, to its immediate and unique comprehensibility, it captures the attention of everybody, overcoming the limits of the different languages and cultures.

The brain is 60.000 times faster to process images than a written text, and the pictures published on social media entail a level of involvement higher than other kind of information.

Ernst Gombrich in 1985 wrote in his famous book “The image and the eye”: “We are on the threshold of a new historically era during which the written word will be followed by the image”.

The title of my collection is “Poster” and it is a selection of the winning works in various international competitions.

What is a poster? The dictionary states: “Sheet of paper, more or less wide, which is attached on the wall, or on fixed braces exclusively placed, to show everybody what is printed on it”. Already at the time of Caio Giulio Cesare in 59 B.C. the posters were used to communicate to the people the acts of the Senate.

In the digital age it seemed a contradiction to give this name to digital works, but in the various competitions in which I took part, the selected works were printed and exposed, as well as being spread on social media. I think that this makes my masterpiece more concrete and permits to the spectators to assimilate its meaning more slowly and perhaps also longer-lasting.

My masterpieces often arise from a contamination, a collage of traditional artistic techniques (drawing, watercolor, etc.) together with the digital intervention of the computer.

The topics of my art works are the values which characterized my daily life, such as the solidarity, the non-violence and the environmental protection, which I try to represent in an original way, in order to stimulate curiosity, reflection and thinking, always with a connection to the present.

They are often surreal visions: a cow wearing a straitjacket (mad cow disease), a cross between a sheep and a cauliflower (GMO), a drop of blood in the center of the Japanese flag (in memory of the tragic events which occurred in Japan in 2011).

The first cartoons dates to the ‘90s and they were realized with traditional techniques, namely watercolor, pen, collage. My first poster which was rewarded in a competition was called “Peace talks”, it dates to 1999 and it was realized with pen on paper.

Afterwards the technique evolved with the diffusion of “digital”. The technique of realization changes, but the inspiration always comes out in the same way: a piece of news, a social problem, an event which impressed me particularly. Successively, I try to reproduce it through my art with the aim to intrigue and to stimulate reflection. I even choose to represent tragic events, but never violently.

The effect of digital is immediate, along with the possibility of an instant publication on web and nowadays the speed and the immediacy of the message is important.

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Alcuni poster sono visionabili al link:
http://www.marcolla.it/poster/

Sfoglia il volantino:
https://issuu.com/tomasomarcolla/docs/poster_issuu

Il video della presentazione:

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LA BIENNALE DEL DESIGN DI LUBIANA
Bio 26, curata dall’austriaco Thomas Geisler insieme all’assistente curatrice Aline Lara Rezende, si sviluppa attorno alla mostra centrale al MAO – Museo di Architettura e Design – con una riflessione multimediale sull’informazione contemporanea, attraverso le opere di giganti del design, come Superflux, Carsten Nicolai, Dunne & Raby, Otto Neurath, Orson Welles, Viktor Papanek, Forensic Architecture e Otl Aicheri.

La celebre Biennale di Lubiana, sin dal suo esordio nel 1964, ha messo in luce le pietre miliari del design moderno, introducendo nuove tendenze e presentando prodotti e immagini della vita quotidiana che più hanno emozionato il pubblico a livello globale. Ma nel tempo la sua funzione si è evoluta, e oggi quella che era una mostra di prodotti è diventata una piattaforma sperimentale, che apre gli orizzonti del design a nuovi approcci e idee connessi alla realtà.

CRISI DELL’INFORMAZIONE
L’attuale problematica di un sapere comune inquinato e bombardato da un eccesso di informazione, porta con sé anche il dibattito sulle fake news. In ogni momento e luogo virtuale possiamo accedere a notizie in grado di distorcere la realtà, e questo diventa poi il modo in cui la percepiamo ed elaboriamo. Per questo Bio 26 ha deciso di focalizzare l’attenzione su un tema così urgente. L’obiettivo è esplorare le potenzialità del design nel ridisegnare il processo di conoscenza e il principio di verità, mettendo in relazione la crisi dell’informazione e il concetto di cittadinanza.

BIO26
26th Biennial of Design
Ljubljana, Slovenia
14. 11. 2019 – 9. 2. 2020
https://bio.si/en/

Immagini della mostra:

Dubai Design Week – Emirates International Poster Festival

Tomaso Marcolla è stato invitato a partecipare all’esposizione “Emirates International Poster Festival (EIPF)” a Dubai dall’ 11 al 16 novembre 2019.

La mostra è ospitata all’interno di “Dubai Design Week” che è il più grande festival creativo in Medio Oriente, e riflette la posizione di Dubai come capitale regionale del design. Il programma di sei giorni copre una gamma di discipline progettuali tra cui architettura, design del prodotto, interni, progettazione multimediale e grafica.
Emirates International Poster Festival (EIPF) è la prima piattaforma creativa nel suo genere nella regione MENA (Middle East and North Africa) sviluppata per mostrare e celebrare la progettazione di poster contemporanei provenienti da tutto il mondo.

TEMA EIPF 2019
Sua Altezza lo sceicco Khalifa bin Zayed Al Nahyan, Presidente degli Emirati Arabi Uniti, ha proclamato l’anno 2019 come “L’Anno della Tolleranza”, evidenziando gli Emirati Arabi Uniti come capitale globale per la tolleranza e sottolineandolo come concetto universale finalizzato a radicare i valori di tolleranza, dialogo, convivenza e apertura a culture diverse.

“The Year of Tolerance” incarna l’approccio adottato dagli Emirati Arabi Uniti sin dalla sua istituzione per essere un ponte di comunicazione tra le persone del mondo e le loro varie culture, in un ambiente di apertura e rispetto che rifiuta l’estremismo e promuove la convivenza.

I poster sono una forma unica di comunicazione visiva per la condivisione di informazioni, pensieri umani, risposta a problemi locali e globali e promozione di prodotti o servizi. L’Emirates International Poster Festival (EIPF) è la prima piattaforma creativa nel suo genere nella regione MENA sviluppata per mostrare e celebrare il design di poster contemporanei da tutto il mondo. Questa è un’iniziativa dell’Associazione culturale e scientifica (NADWA) a Dubai per espandere l’espressione creativa e promuovere la pratica della progettazione grafica e il pensiero creativo nella regione MENA.

https://www.dubaidesignweek.ae/

Tomaso Marcolla partecipa con il poster dal titolo: “TOLLERANZA”
Tolleranza: atteggiamento di intelligenza che aiuta a comprendere, convivere, dialogare e rispettare le idee degli altri anche se diverse dalle proprie. Un cervello chiuso in un vasetto di vetro con la scritta “TOLERANCE” e “In case of emergency break glass”.
Indica che nelle emergenze, e non solo, usare la tolleranza, e quindi il cervello, è sempre la soluzione migliore.
Il poster è realizzato a penna su carta, scansionato ed elaborato al computer aggiungendo i colori per evidenziare il concetto.

TOLERANCE
Tolerance: an attitude of intelligence that helps to understand, live together, dialogue and respect the ideas of others, even if different from one’s own. A brain enclosed in a glass jar with the words “TOLERANCE” and “IN CASE OF EMERGENCY BREAK GLASS”.
It indicates that in emergencies, and not only, using tolerance, and therefore the brain, is always the best solution.
The poster is made by pen on paper, scanned and processed by computer adding colors to highlight the concept.

“Tolerance”, 2019, penna su carta, cm 70×100, poster progettato su invito per “Dubai Design Week” “Emirates International Poster Festival (EIPF)”

 

La lettera di invito

Madrid Grafica 2019

Madrid Grafica 2019 “ CIUDADES SOSTENIBLES”

Il poster di Tomaso Marcolla dal titolo “Dormitory”, selezionato tra i 100 vincitori del concorso CITTÀ SOSTENIBILI – Madrid Grafica 2019, sarà esposto a Madrid presso il “Matadero Madrid Design Center”.

“The home should not be a dorm” – “La casa non dovrebbe essere un dormitorio”

Una delle tre location della mostra “Città sostenibili”, organizzata da Dimad e dal Comune di Madrid, con il sostegno del Business Forum per Madrid, si aprirà il 15 ottobre. Può essere visitato presso il Matadero Madrid Design Center. L’iniziativa fa parte di “Madrid Gráfica 2019”.

“Sustainable Cities” è la straordinaria mostra della terza edizione di “Madrid Gráfica 2019” il grande evento annuale di graphic design a Madrid. Un tema caldo, perché non dobbiamo dimenticare che la città sostenibile è il numero 11 dei 17 obiettivi globali dell’Organizzazione delle Nazioni Unite. Di-mad e il Consiglio comunale di Madrid , con il sostegno del Business Forum per Madrid , hanno organizzato per quest’anno un vasto programma di 15 mostre e varie attività.

Le “Città sostenibili” avranno diverse sedi . Uno di questi può essere visitato da questo fine settimana fino al 10 novembre presso il Matadero Design Center.

Dallo scorso 3 ottobre, è stata esposta un’altra selezione di 100 poster, che possono essere visti fino al 3 novembre in Plaza Juan Goytisolo e Plaza Oriente.

Nell’ambito di questa iniziativa, si svolge un ciclo parallelo di attività (conferenze, workshop e visite agli studi) al fine di evidenziare il ruolo del design come attività impegnata e di grande utilità pubblica. L’obiettivo è quello di indicare Madrid come città di riferimento per il design e la grafica, guidando la creatività e ospitando eventi di rilevanza e proiezione internazionale.

http://madridgrafica.org/en/home/

https://www.forodeempresaspormadrid.es/

https://www.madrid.es/portal/site/munimadrid

Selección CIUDADES SOSTENIBLES | SUSTAINABLE CITIES selection

#MadridGráfica19 #madridgrafica

“Dormitory”, 2019, computer grafica, cm 50×70, poster selezionato tra i100 vincitori del concorso CITTÀ SOSTENIBILI | SUSTAINABLE CITIES Madrid Grafica 2019

Un manifesto per Genova

Il poster di Tomaso Marcolla dal titolo: “Genova” è stato selezionato al Contest di comunicazione creativa #unmanifestopergenova.


Genova ferita, Genova morta. Il manifesto è quasi un annuncio mortuario, la scritta “Genova” si è spezzata, una parte è caduta come il ponte Morandi in quel tragico 14 agosto 2018.
Un messaggio ridotto all’essenziale perché non vi sono parole per una tragedia del genere.


Il contest richiedeva di realizzare un manifesto su formato 50×70 cm che esprimesse le idee, i concetti, i sentimenti per Genova e per la Liguria anche alla luce del crollo di Ponte Morandi, partendo dalla constatazione che davanti alle tragedie più annichilenti si debba saper esprimere parole e gesti di riscatto e riscossa. E questi contenuti dovevano essere espressi nella forma del segno, più o meno iconico, certamente grafico o pittorico, sicuramente “con libertà di tratto e di pensiero” – come sottolinea il responsabile dell’iniziativa Federico Alberto. “In un anno molte cose sono cambiate, lo sconcerto e lo sgomento hanno lasciato spazio all’emozione, poi al ragionamento e al ricordo e, infine, alla voglia di rivedere presto Genova e la Liguria ricucite tra loro e con il resto dell’Europa, senza però poter dimenticare”.

L’iniziativa è stata promossa da Assocom e Unicom – insieme a Studiowiki e Wikicademy in qualità di organizzatori.

Spiega Valeria Morando, art director di Studiowiki: “queste 69 opere venute dai quattro angoli del nostro Paese, che parlano di noi attraverso la voce muta ma così eloquente del segno altrui, sembrano aiutarci a ridefinire i tratti e i confini delle nostre identità”.

Le opere saranno messe in mostra a Genova a partire dall’autunno prossimo.

Un’asta benefica in busta chiusa permetterà l’acquisto degli originali esposti. Il ricavato sarà devoluto a un soggetto non profit scelto dal Comune di Genova.

Per info: federico.alberto@studiowiki.it indicando nell’oggetto “Richiesta informazioni Un manifesto per Genova”. 

https://unmanifestopergenova.it/

“Genova”, 2019, computer grafica, cm 50×70, poster selezionato al Contest di comunicazione creativa #un manifesto per Genova, organizzato da Unicom e Assocom a ricordo del crollo del Ponte Morandi di Genova.

“RISE” ART SHOW

Celebrating Resilience, Culture, and Community
Tomaso Marcolla è stato selezionato per esporre alla mostra “RISE” dalla associazione “Climate Science Alliance”, presso Idyllwild Arts Academy, Idyllwild California in occasione del Summit sul cambiamento climatico.
Inoltre è stato inserito tra gli artisti affiliati al “Climate Science Alliance”.
Alla mostra sarà presentata una selezione di artisti che celebrano la resilienza di fronte al nostro clima che cambia.

The Climate Science Alliance – South Coast è una partnership di organizzazioni e agenzie focalizzata sulla condivisione di approcci di resilienza per salvaguardare le comunità e le risorse naturali dai rischi dei cambiamenti climatici.
La regione di San Diego funge da fulcro della rete dell’Alleanza, ma i progetti comprendono l’intera regione della costa meridionale della California, da Santa Barbara alla Baja California, in Messico.
The Climate Science Alliance è una partnership tra il Dipartimento di Fish and Wildlife della California e la California Landscape Conservation Cooperative.

Dal 13 al 16 agosto 2019

Idyllwild Arts Academy – 52500 Temecula Road – Idyllwild, CA 92549

https://www.climatesciencealliance.org/rise
https://www.climatesciencealliance.org/Tomaso-Marcolla

SOUTHWESTERN TRIBAL CLIMATE CHANGE SUMMIT
https://www.climatesciencealliance.org/tribal-summit

Africa, opera esposta alla mostra

Goccia, opera esposta alla mostra

GRAPHIC FRONT | ROAR 3.0 | SOCIO POLITICAL POSTER

Tomaso Marcolla – Italy. Special guest @ Roar 3.0, sociopolitical poster exhibitin
By Difuzor GF | 22 May 2019 |

Tomaso is graduated from the Art Institute of Trento and started working as a graphic designer in 1985, is Member of AIAP (Italian association planning for visual communication) and member of the BEDA (Bureau of European Designers associations).

He started working as a graphic designer in advertising agencies since 1985.
“My job consisted of the classic role of the graphic designer, from the creation of a company logo to the advertising campaign, to video commercials, etc. Parallel to my profession, I carried forward what was my passion that I initially developed by creating satirical cartoons. The first prize I receive at a comic competition in the Municipality of Genoa dates back to 1996. Later I started to create posters especially for charitable associations and to raise awareness on social issues. My first poster awarded for a competition was called “peace negotiations” and dates back to 1999 and is made in pen on paper. The last prize, in order of time, is the bronze medal in the international competition “Ecuador Poster Biennial” in the poster section on the theme “Donald Trump” entitled “The wall” and is entirely made in digital”.

“I consider digital art as a different form of art, with some communication possibilities peculiar to more traditional art forms. The choice of the medium in fact always depends on “how” and “what” I want to communicate. However, I remain always fond of traditional techniques (watercolor, acrylic, oil, collage) that I love to experiment and that, unlike computers, offer direct contact with the work”.

“Having an artistic education, in fact I graduated from the institute of art, my posters are often a contamination, a collage of traditional artistic techniques (drawing, watercolor, etc.) with digital computer intervention.
The themes that I tackle in my posters are the values ​​that characterize my daily life such as solidarity, nonviolence, the defense of the environment and so on. That, linking up with current events, I try to represent in an original way that makes me curious, think and reflect. They are often surreal visions, the cow with the straitjacket (mad cow), the pig that shoots projectiles (swine flu), a cross between a sheep and a cauliflower (GMO), a drop of blood that forms the flag of Japan ( in memory of the tragic events that hit Japan in 2011). The first vignettes are born in the 90s and were made with traditional techniques, watercolor, pen, collage (mad cow). The technique has subsequently evolved with the spread of “digital”. Change the technique of realization but the inspiration always comes in the same way: a news of current events, a social problem, a fact that strikes me particularly. Later I try to represent, to intrigue, to make people reflect, in a non-violent way, even on topics that are often tragic”.


Tomaso Marcolla – Italia. Ospite speciale Roar 3.0, mostra di poster sociopolitici

Tomaso si è diplomato all’Istituto d’arte di Trento e ha iniziato a lavorare come grafico nel 1985, è socio dell’AIAP (associazione italiana progettazione per la comunicazione visiva) e membro del BEDA (Bureau of European Designers associations).

Ho iniziato a lavorare come grafico in agenzie di pubblicità dal 1985.
“Il mio lavoro consisteva nel classico ruolo del grafico, dalla creazione del logo di un’azienda fino alla campagna pubblicitaria, agli spot video ecc. Parallelamente alla mia professione, ho portato avanti quella che era una mia passione che inizialmente ho sviluppato creando delle vignette satiriche. Risale al 1996 il primo premio che ricevo ad un concorso di fumetto del Comune di Genova. In seguito ho cominciato a creare dei poster soprattutto per associazioni benefiche e per sensibilizzazione su problematiche sociali. Il mio primo poster premiato ad un concorso si intitolava “trattative di pace” e risale al 1999  ed è realizzato a penna su carta. L’ultimo premio, in ordine di tempo, è la medaglia di bronzo al concorso internazionale “Ecuador Poster Bienal” nella sezione dei poster sul tema “Donal Trump” intitolato “The wall” ed è interamente realizzato in digitale”.

“Considero l’arte digitale come una forma d’arte diversa, con delle possibilità comunicative peculiari  rispetto alle forme d’arte più tradizionali. La scelta del mezzo infatti dipende sempre da “come” e “cosa” voglio comunicare. Resto comunque sempre affezionato alle tecniche tradizionali (acquerello, acrilico, olio, collage) che amo sperimentare e che, a differenza del computer, offrono un contatto diretto con l’opera.”

“Avendo una formazione artistica, infatti sono diplomato all’istituto d’arte, i miei poster sono spesso una contaminazione, un collage di tecniche artistiche tradizionali (disegno, acquerello ecc) con l’intervento digitale a computer.
I temi che affronto nei miei poster sono i valori che caratterizzano la mia vita quotidiana come la solidarietà, la nonviolenza, la difesa dell’ambiente ecc. che, collegandomi con l’attualità, cerco di rappresentare in un modo originale che faccia incuriosire, pensare e riflettere. Sono spesso visioni surreali, la mucca con la camicia di forza (mucca pazza), il maialino che spara proiettili (influenza suina), un incrocio tra una pecora ed un cavolfiore (OGM), una goccia di sangue che forma la bandiera del Giappone (a ricordo dei tragici fatti che hanno colpito il Giappone nel 2011). Le prime vignette nascono negli anni ’90 ed erano realizzate con tecniche tradizionali, acquerello, penna, collage (mucca pazza). La tecnica si è in seguito evoluta con la diffusione del “digitale”. Cambia la tecnica di realizzazione ma l’ispirazione nasce sempre allo stesso modo: una notizia di attualità, un problema sociale, un fatto che mi colpisce particolarmente. In seguito cerco di rappresentare, di incuriosire, di far riflettere, in una maniera non violenta, anche su argomenti molte volte tragici.

Alla mostra sono esposti 2 poster. “The wall” e “Risparmi”

The wall”, 2017, foto e computer grafica, cm 50×70

Salvadanaio, 2008, foto e computer grafica, cm 50×70

 

 

MINSK DESIGN WEEK 2019

 

Il 1 maggio inizia la mostra internazionale del design Minsk Design Week 2019!
La Design Week di Minsk riunirà designer e architetti di tutto il mondo. Nei 10 giorni dell’evento  la Città Alta si trasformerà interamente in uno spazio espositivo con padiglioni, esposizioni e installazioni.
Quest’anno, la settimana del design si concentra in un formato non standard: interdisciplinarietà, integrazione, collaborazione, interattività e partecipazione attiva dei visitatori.
Tomaso Marcolla partecipa con 2 nuovi progetti dal titolo “Cubo” e “Prato prensile” ed una esposizione di poster.

MINSK DESIGN WEEK 2019
The launch of the international exhibition Minsk Design Week 2019 will take place on the 1st of May!
Minsk Design Week will gather designers and architects from all over the world. During these 10 days territory of the Upper Town will become an exhibition space with pavilions, expositions and installations.
It’s a worldwide conception aimed at bringing people together to share recent achievements in the field of design and to introduce innovations.
This year Design week will not follow the usual format but will show interdisciplinary approach, integration, collaboration, interactivity and active involvement of visitors.

Minsk, Belarus – Bielorussia – Città alta – dal 1 al 10 maggio 2019

Sfoglia i depliant descrittivi distribuiti presso Minsk Design Week 2019!
https://issuu.com/tomasomarcolla/docs/cubo
https://issuu.com/tomasomarcolla/docs/prato
https://issuu.com/tomasomarcolla/docs/poster

Questi sono i pannelli (cm 100×140) esposti presso i padiglioni della mostra.

PRATO “PRENSILE”
Rinverdiamo i luoghi della città, gli spazi ormai invasi da cemento e asfalto non lasciano spazio all’erba. Inseriamo dei “tasselli” di natura, di verde.
Un prototipo di “prato prensile” una struttura formata da una base di materiale naturale (legno) con dei supporti di contenimento ai bordi, dove si colloca la terra seminata a prato.
La collocazione di questi “tasselli” in determinati luoghi, caratterizzati dall’assenza di spazi a verde, strutture sospese mediante cavi sottili di acciaio, la natura che conquista non più il terreno ma lo spazio. L’erba che viene eliminata anche dagli interstizi dei muri, dei marciapiedi, allora si vendica e crea un mondo sospeso sopra di noi, dove nessuno la calpesta.
La forma triangolare con angoli acuti fatta per incunearsi negli spazi.
La successione temporale, semina, crescita, morte scandisce il trascorrere della vita ed il naturale accadimento, non determinato dalla volontà umana.
PREHENSILE MEADOW
Make cities green again, spaces now invaded by cement and asphalt leave no room for grass. We must insert “plugs” of nature, of green.
A “prehensile meadow” prototype is a structure created on a base of natural material (wood) with containment supports on the edges, where sown land is placed.
The placement of these “pieces” in specific places, characterized by the absence of green spaces, structures suspended by thin steel cables, nature that no longer conquers land but space. Grass removed also from the interstices of walls, sidewalks, then takes revenge and creates a suspended world above us, where no one can step on it (that no one can tread).
The sharp angles of the triangular shape are made to wedge spaces.
The temporal succession, sowing, growth, death, marks the passing of life and the natural occurrence, not determined by the human will.

 

“Contenitore di morte, un proiettile per ciascuno di noi”.
Un cubo, per l’esattezza solo le 4 facciate laterali, con un lato semiaperto che permette l’entrata del visitatore.
L’esterno, sui quattro lati, appaiono dei proiettili puntati verso lo spettatore. All’interno vi sono le immagini dei bossoli con incisi i nomi più diffusi delle varie popolazioni (Rossi, Johnson, Abdelaziz…), così da poter pensare che anche il nostro vi possa comparire.
I bossoli hanno già un destinatario, ordinatamente in fila come delle lapidi in un cimitero. La guerra, visualizzata nei proiettili, non risparmia nessuno.
La stampa direttamente su dei pannelli di m 2×2 in Forex dello spessore minimo di 3 cm circa.
I pannelli in forex devono essere fissati tra loro mediante supporti metallici “a L” e viti.
Per una suggestiva esposizione, l’illuminazione dell’interno si dovrebbe realizzare con una luce “spot” che illumina solo la parte centrale di ogni lato, così da sfumare gli altri creando un effetto di continuità.
Container of death, a bullet for each of us
A cube, exactly only 4 lateral façades, with a semi-open side which allows the visitor’s entrance.
On the outside of the four sides, bullets seem to be pointed towards the viewer. Inside there are immages of cases engraved with the most common names of different populations (Smith, Johnson, Abdelaziz …), so as to let you think that ours might suddenly appear.
The cases have a recipient, neatly lined up as gravestones in a cemetery. War, which appears in bullets, spares no one.
Printed directly on 2×2 m Forex panels with a minimum thickness of 3 cm.
The Forex panels must be fixed together by metal supports “L” shaped and screws.
For a superb display, indoor lighting should be undertaken with light “spots”, which are supposed to light up only the central part of each side, creating a continuity effect by blending the others.

 

Una collezione di immagini che tracciano un percorso attraverso il senso dell’umorismo e della satira della nostra società, il lavoro di Tomaso Marcolla si concentra su temi presi dalla vita contemporanea, alcuni dei quali sono molto stimolanti e drammatici. Come fumettista satirico e caricaturista, l’autore sottopone il contenuto dei suoi cartoni a un’interpretazione ironica e provocatoria, esprimendosi sempre con i linguaggi della grafica digitale e della fotografia che gli sono familiari come artista e designer.
A collection of images that pick a path through our society’s sense of humour and satire, Tomaso Marcolla’s work focuses on themes taken from contemporary life, some of which are highly thought-provoking and dramatic. As a satirical cartoonist and caricaturist, the author subjects the contents of his cartoons to an ironic, provocative interpretation, always expressing himself with the languages of digital graphics and photography that are familiar to him as an artist and designer

Poster Monday: Peace Negotiations

For this Poster Monday spot we have the work of a previously presented designer; Tomaso Marcolla and his first poster awarded for a competition “Peace Negotiations”. He started working as a graphic designer in advertising agencies since 1985.
“My job consisted of the classic role of the graphic designer, from the creation of a company logo to the advertising campaign, to video commercials, etc. Parallel to my profession, I carried forward what was my passion that I initially developed by creating satirical cartoons. The first prize I receive at a comic competition in the Municipality of Genoa dates back to 1996. Later I started to create posters especially for charitable associations and to raise awareness on social issues. My first poster awarded for a competition was called “peace negotiations” and dates back to 1999 and is made in pen on paper. The last prize, in order of time, is the bronze medal in the international competition “Ecuador Poster Biennial” in the poster section on the theme “Donald Trump” entitled “The wall” and is entirely made in digital”.
“Having an artistic education, in fact I graduated from the institute of art, my posters are often a contamination, a collage of traditional artistic techniques (drawing, watercolor, etc.) with digital computer intervention. The themes that I tackle in my posters are the values ​​that characterize my daily life such as solidarity, nonviolence, the defense of the environment and so on. That, linking up with current events, I try to represent in an original way that makes me curious, think and reflect. They are often surreal visions, the cow with the straitjacket (mad cow), the pig that shoots projectiles (swine flu), a cross between a sheep and a cauliflower (GMO), a drop of blood that forms the flag of Japan ( in memory of the tragic events that hit Japan in 2011). The first vignettes are born in the 90s and were made with traditional techniques, watercolor, pen, collage (mad cow). The technique has subsequently evolved with the spread of “digital”. Change the technique of realization but the inspiration always comes in the same way: a news of current events, a social problem, a fact that strikes me particularly. Later I try to represent, to intrigue, to make people reflect, in a non-violent way, even on topics that are often tragic”.

“I consider digital art as a different form of art, with some communication possibilities peculiar to more traditional art forms. The choice of the medium in fact always depends on “how” and “what” I want to communicate. However, I remain always fond of traditional techniques (watercolor, acrylic, oil, collage) that I love to experiment and that, unlike computers, offer direct contact with the work”.

http://www.posterposter.org/poster-monday-peace-negotiations/

Trattative di pace, 1999, disegno e computer grafica, cm 50×70
poster selezionato alla mostra sul manifesto di pubblica utilità
AIAP – “Manifesto dissenso” 1999 – Comune di Montescaglioso (MT)