Free Patrick Zaki

 

Unirsi, con il linguaggio dell’arte e della creatività, alle donne e agli uomini che nel mondo chiedono a gran voce l’immediata liberazione di Patrick Zaki, studente egiziano dell’Università di Bologna. È l’obiettivo del contest “Free Patrick Zaki, prisoner of conscience”.

Il poster “Sword” è stato selezionato tra i 30 finalisti del concorso “Free Patrick Zaki, prisoner of conscience”, un’edizione speciale di poster design organizzato da “Poster For Tomorrow” e Amnesty International Italia, dal festival salentino Conversazioni sul futuro dell’associazione Diffondiamo idee di valore, in collaborazione con il Festival dei Diritti Umani di Milano e l’Associazione Articolo 21, con il patrocinio dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna.

“La libertà di espressione sarà fermata con la violenza”.

Nella bandiera dell’esercito egiziano sono raffigurate due spade incrociate. All’interno del poster, una di queste spade trafigge la nuvoletta (balloon) che solitamente, nei fumetti, contiene i testi pronunciati o pensati da un personaggio.
Il poster denuncia chiaramente come le voci dissenzienti, critiche o semplicemente libere vengano brutalmente messe a tacere dalla violenza istituzionale. L’opera è una potente e diretta metafora visiva della censura. La spada, che rappresenta la forza militare, il potere autoritario o la repressione di Stato, “uccide” letteralmente la parola e il pensiero.

I casi di Giulio Regeni e Patrick Zaki sono diventati i simboli della repressione del dissenso e della violazione dei diritti umani in Egitto.
Giulio Regeni fu rapito, torturato e ucciso al Cairo nel 2016.
Patrick Zaki è stato arrestato nel 2020 e ha trascorso 22 mesi in prigione. É stato liberato nel 2023.

“Sword” 2021, computer grafica, cm 50×70