Il Trentino celebra i Giochi Olimpici invernali con 12 appuntamenti culturali
Quest’inverno il Trentino è sotto i riflettori mondiali per i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano Cortina 2026. Anche il mondo della cultura partecipa con entusiasmo a questo evento con il progetto “Combinazioni_Caratteri sportivi”.
Dodici proposte di grandi realtà culturali del Trentino che raccontano lo sport da prospettive diverse.
Dal 20 dicembre 2025 al 26 aprile 2026, Castel Pergine ospita la mostra “Neve e ospitalità. Turismo e sci all’ombra di Castel Pergine” che racconta i giochi olimpici da un punto di vista inedito: quello dell’ospitalità.
Immagini d’epoca, oggetti etnografici e “voci della memoria” ricostruiscono la nascita dello sci in Valsugana.
L’esposizione affronta temi inediti quali la nascita della pratica sciistica sulle pendici del castello perginese e la conseguente trasformazione dell’imponente maniero medievale in struttura ricettiva per il nascente turismo, già a partire dal 1910.
Nella Sala del Principe fotografie storiche, documenti inediti, oggetti d’epoca, testimonianze orali, suggestive ricostruzioni di ambienti, accompagnate dai dipinti di Edoardo Orrash, Tomaso Marcolla e Gianluigi Rocca invitano il visitatore a un viaggio nel tempo, alla scoperta di un passato da non dimenticare.
Sabato 20 dicembre alle ore 15.30 a Ca’ Stalla è prevista la conferenza stampa di presentazione, contestualmente all’inaugurazione della mostra.
Via al Castello, 10, 38057 Pergine Valsugana TN, Italia
Tomaso Marcolla espone l’opera “Vecchio scarpone”
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“…Rispetto ai freddi sperimentalismi registriamo la presenza in questi lavori di un senso dal forte spessore. Uno spessore riempito di memoria appunto, di ricordi, di sogni, di un tempo che non passa mai perché non vogliamo farlo passare, affinché la donna con la falce si allontani sempre più dall’oggi per spostarla in un futuro senza fine.
Una scarpa rovesciata, slacciata. Una moka, un tegame, bicchieri azzurri – quelli da osteria, che si potevano sbattere sul tavolo senza che si rompessero, muti testimoni di giochi d’azzardo che riempivano la giornata…”
Fiorenzo Degasperi
“…Sono riprese perfette e minuziose dove il preciso e leggero segno dell’inchiostro si sposa magnificamente con la leggerezza dei colori. Ma a questo punto subentra la magia. Ed ecco che lo scarpone usato diventa uno scarpone che sa di montagna e dei bei ricordi legati ad essa; la caffettiera diventa lo strumento che addolcisce il risveglio mattutino; i bicchieri da tavola riportano al rito quotidiano del pasto. Perché Marcolla offre alla vista del pubblico dei frammenti della propria quotidianità? L’artista ci dona il suo mondo, insegnandoci che in fondo, è lo stesso che ci appartiene…”
Marco Tomasini
“…Gli oggetti raffigurati nei disegni iperrealisti fanno parte di una sua personale “Recherche” nei ricordi familiari: i bicchieri azzurri di casa, il guanto da lavoro del padre, il “bruschin” della madre, lo scarpone da lavoro: tutti oggetti commoventi che popolavano un mondo passato e rimossi dalla memoria collettiva che meritano di essere ricordati per la loro utilità umile ma necessaria. Grazie alla capacità di riportare sulla carta con fine perizia brani del proprio vissuto, l’artista ripercorre la storia personale riscoprendo con nostalgia e affetto il valore culturale ed estetico di questi oggetti poveri e comuni…”
Paolo Tomio
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